PIETAS
"Interrogare" , colloquiare con l'opera d'arte è da sempre una mia profonda necessità.
Forse è una sete di relazione immateriale quella che privilegia il "dialogo senza parole"..Mi piace osservare in silenzio l'Artista mentre crea,
mentre ordina desideri.. sogni .. capacità..volontàMi piace ascoltare il ritmo del suo "respiro mentale" della sua ispirazione mentre lavora
sentire il "ticchettio" degli strumenti..le pause.. i ripensamenti..
E quando dalle sue mani - alla fine - nasce il suo prodigio
io mi sento ricolmare di gratitudine per essere stata accolta nella sua stanza segreta..Amo profondamente le opere d'arte
Ma anche le sfido..le interpello :"parla ...se sei capace"....
Così è accaduto con le immagini sui libri e nella realtà..
Ricordo un pomeriggio di primavera a Milano,a Palazzo Sforzesco, tantissimi anni fa..
E il mio "piglio"..davanti alla PIETA' RONDANINI
quasi dovesse essere Lei..a giustificare la sua "esistenza".
Quanta grazia e meraviglia per la mia superbia..
La parabola dorata del tramonto scavava sui volti e sui corpi
un tormento di piani
in perfetta sintesi con il procedere del Dolore della Madre Curva sul Figlio Morto.
Solo le ombre della sera e una fresca brezza mi fecero accorgere che stavo lì davanti ..da molte ore....
Poi.
Poi ritornai col mio pennino per prendere appunti dalla Lectio Magistralis della "Pietas" di Michelangelo......................
Studio dalla Pietà Rondanini
di Nadia Scardeoni
serigrafia
4 premio per la grafica - seconda mostra internazionale di pittura .
cadidavid vr
Donna de Paradiso
........
«Figlio, l’alma t’è ’scita,
figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossecato!
Figlio bianco e vermiglio,
figlio senza simiglio,
figlio, e a ccui m’apiglio?
Figlio, pur m’ài lassato!
Figlio bianco e biondo,
figlio volto iocondo,
figlio, perché t’à el mondo,
figlio, cusì sprezzato?
Figlio dolc’e placente,
figlio de la dolente,
figlio àte la gente
mala mente trattato.
Ioanni, figlio novello,
morto s’è ’l tuo fratello.
Ora sento ’l coltello
che fo profitizzato.
Che moga figlio e mate
d’una morte afferrate,
trovarse abraccecate
mat’e figlio impiccato!».
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